La valutazione rischi radiazioni solari in agricoltura

*********+ DVR DOC AGRICOLTURA *********
Lo strumento per realizzare il dvr per ogni azienda agricola
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Tumori della pelle e melanomi nel lungo periodo, ma anche eritemi, fotodermatosi, immunodepressione, fototossicità e fotoallergia nel breve periodo.

Sono questi i principali danni che un’eccessiva esposizione alle radiazioni ultaviolette provoca agli operatori agricoli.
Tale rischio deve essere valutato alla stregua di tutti gli altri rischi specifici presenti nei luoghi di lavoro in ambito agricoltura.
La valutazione deve avvenire ovviamente in campo durante le normali attività di lavoro negli orari in cui vi sono alti livelli di esposizione alle radiazioni UV (in genere dalle ore 10 alle ore 14) e in periodi primaverili estivi.
Per la misurazione delle radiazioni UV si possono utilizzare dosimetri elettronici in posizioni differenti (braccia, fronte, ecc.).

Per realizzare una valutazione rapida e allo stesso tempo completa è possibile utilizzare lo strumento messo a disposizione dal sito www.portaleagentifisici.it

Lo strumento è stato sviluppato sulla base dei criteri contenuti in ICNIRP 14/2007 “Protecting work from ultraviolet radiation“, documento sulla cui base è possibile effettuare valutazioni quantitative di rischio sia per esposizione cutanea che per esposizione oculare, e adottare quindi le appropriate misure di tutela.

Lo strumento valuta l’interazione di sei diversi fattori e calcola i conseguenti rischi per la pelle e per gli occhi. I fattori sono: latitudine, copertura nuvolosa, durata dell’esposizione, riflettenza del suolo, vestiario e ombra.

L’operatore che voglia condurre la valutazione dei rischi per pelle e occhi causati da esposizione a radiazione solare UV accedendo alla pagina dedicata sul sito del PAF dovrà selezionare e immettere alcuni semplici dati. Sarà poi il programma a restituire un risultato e le indicazioni in merito alle misure di protezione da adottare. Ad esempio, per quanto riguarda la valutazione rischi per la pelle:

In primo luogo dovrà scegliere tra tre diverse fasce di latitudini a cui corrispondono coefficienti diversi a seconda della stagione(primavera – estate /autunno – inverno);
si dovranno poi indicare il numero di ore di esposizione, scegliendo tra tre fasce orarie;
bisognerà poi selezionare il tipo di superficie su cui si lavora;
infine, sempre effettuando la scelta tra tre diverse possibilità, l’operatore dovrà definire quali parti del corpo sono esposte e se è presente o meno qualche dispositivo ombreggiante.
La moltiplicazione dei coefficienti di ogni fattore darà come risultato un numero compreso tra 0 e 5. A ogni risultato corrisponde un diverso tipo di protezione da adottare. Citiamo come esempio un possibile esito dal test per i rischi della pelle:

Per risultati minori di 1 non è richiesta ulteriore protezione della pelle;
per risultati compresi tra 1 e 3 si consiglia l’uso di T-shirt e cappello a falde;
per risultati compresi tra 3 e 5 è necessario utilizzare indumenti protettivi a maniche lunghe, cappello a falde e crema protezione solare con filtro SPF 15;
per risultati maggiori di 5 bisogna necessariamente adoperare le misure già illustrate nel livello di esposizione compresa tra 3 e 5 ma è anche necessario fare quanto possibile per modificare l’ambiente lavoro creandoaree all’ombra o interevnendo sull’organizzazione del lavoro (turni, orari).

Link

Vediamo quali sono le misure di protezione e di prevenzione da adottare.
1) Se possibile modificare l’orario di lavoro, ritardando  la ripresa dopo il pranzo al tardo pomeriggio e anticipando la pausa pranzo di 1 ora.
2) Applicare protezioni solari al luogo di lavoro creando condizioni d’ombra all’operatore
3) Riorganizzare il lavoro, spostando  in momenti con minore radiazione UV le operazioni che si caratterizzano per la massima esposizione
4) Utilizzo di dpi quali occhiali e coperture adeguate delle parti del corpo più esposte
5) Fornire al lavoratore creme protettive cosiddette a Schermo Totale

Il rischio per il lavoratore alle radiazioni solari UV è significativo quando lo stesso è esposto al sole per più di 4 ore. Nel caso di esposizioni superiori a tale valore è necessario riorganizzare il ciclo produttivo e lavorativo.

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