I rischi dei lavori verdi

La newsletter “Sicurezza e Prevenzione” di aprile, realizzata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è dedicata alla giornata mondiale della sicurezza sul lavoro promossa dall’ILO (International Labour Office) che  pone l’accento sulla sicurezza e la salute nell’economia verde; alcuni lavori considerati come “verdi” utilizzano, infatti, tecnologie che proteggono l’ambiente ma che possono risultano poco sicure per i lavoratori.
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Linea Guida ISPRA per il rischio da agenti chimici, cancerogeni e mutageni

Il Centro Interagenziale “Igiene e Sicurezza del Lavoro” dell’ISPRA ha elaborata una “Linea Guida per la Valutazione del rischio da esposizione ad Agenti Chimici Pericolosi e ad Agenti Cancerogeni e Mutageni”. Il documento è utile per classificare l’esposizione dei lavoratori che usano o manipolano gli agenti chimici pericolosi in rischio irrilevante per la salute o non irrilevante per la salute ai sensi del Titolo IX, Capo I, D. Lgs. 81/08.

 

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Nel 2011 50mila infortuni in meno sul lavoro: calo del 4,4% dei casi mortali

Continuano a calare nel 2011 gli infortuni sul lavoro in Italia, con una flessione del 6,4% sensibilmente superiore al -1,8% dell’anno precedente. Secondo quanto rilevato dalla Consulenza statistico attuariale dell’INAIL, le denunce complessive pervenute all’Istituto sono state 726mila: 50mila in meno rispetto alle 775.669 del 2010. Importante anche la diminuzione dei morti sul lavoro che – passando da 973 a 930 vittime – per la seconda volta rimangono al di sotto della soglia dei mille casi, con un decremento del 4,4% (nel 2010 il calo era stato pari al -7,6%). In generale, dunque – seppure in un contesto che rimane grave e drammatico – il fenomeno infortunistico è stato caratterizzato da un contenimento molto positivo.

Nell’industria infortuni in flessione del 10%. La contrazione degli infortuni ha accomunato tutti i rami delle attività economiche. La diminuzione più pronunciata è stata registrata nell’Industria (-9,9%), in presenza di un calo occupazionale dello 0,6%, seguita dall’Agricoltura (-6,3%) – dove il decremento degli  occupati secondo Istat è stato dell’1,9% – e dai Servizi (-4,2%), caratterizzati invece da un aumento degli occupati dell’1%. Positivo, ancora, l’andamento nelle Costruzioni (-11,0%), influenzato anche dalla diminuzione significativa degli occupati (-5,3% rispetto al 2010). Nei casi mortali si distinguono per la contrazione più alta i Servizi (-8,8%), a fronte dell’Industria che si attesta al -2,1% (da segnalare, tuttavia, come le Costruzioni diminuiscano del 10,6%). Si rileva, infine – con tre decessi in più nel 2011 – un leggero aumento nell’Agricoltura (+2,7%).

Un calo generalizzato sul territorio. A livello territoriale la riduzione degli infortuni è stata generalizzata, con un calo equivalente al Nord e al Centro (-6%) e uno maggiore nel Mezzogiorno (-8,1%). Il risultato del Nord e del Mezzogiorno è stato conseguito, peraltro, in concomitanza a una flebile ripresa occupazionale nel territorio (rispettivamente +0,7% e +0,2%), mentre al Centro gli occupati hanno visto una lieve riduzione (0,1%) rispetto all’anno precedente. Nei casi mortali si distingue il dato relativo al Mezzogiorno, con una contrazione significativa del 10,2%, mentre il Centro e il Nord sono caratterizzati da un calo rispettivamente del 2,5% e dell’1,1%.

In controtendenza i casi mortali che interessano le donne. La diminuzione degli infortuni sul lavoro ha riguardato sia gli uomini che le donne, con un decremento più sensibile per i primi (-6,8% contro -5,5%), peraltro giustificato anche dall’andamento occupazionale rilevato dall’Istat: il moderato aumento dello 0,4% degli occupati nel 2011 è dovuto, infatti, quasi esclusivamente al genere femminile (+1,2%, contro il -0,1% maschile). Forte, invece, la differenza tra i due sessi per i casi mortali: il calo del 4,4% è influenzato esclusivamente dalla componente maschile (da 895 decessi nel 2010 agli 840 stimati nel 2011, -6,1%). Per le lavoratrici, viceversa, è stato riscontrato un sensibile aumento dei decessi  (+15,4%), passati dai 78 casi del 2010 ai 90 stimati del 2011: tale aumento è dovuto agli episodi “in itinere” che, per le vittime di sesso femminile, rappresentano d’altronde più della metà del totale.

Forte incremento delle malattie professionali. Nell’ultimo biennio risulta evidente l’incremento eccezionale delle denunce di malattia professionale, dovuto a diverse cause. Da un lato l’emersione delle cosiddette malattie “perdute”, grazie a una più matura consapevolezza di lavoratori e datori di lavoro favorita dalle iniziative di istituzioni e organizzazioni (parti sociali, medici di famiglia, patronati). Dall’altro l’inserimento delle patologie muscolo-scheletriche nelle nuove tabelle delle malattie professionali, che consente un percorso più agevole per il riconoscimento del nesso di causalità tra esposizione al rischio e insorgenza della malattia. Sono in notevole aumento, inoltre, le denunce di più malattie per un unico lavoratore, connesse alla sua mansione e per lo stesso rischio. L’incremento, come emerge dall’analisi per gestione, è molto sostenuto in Agricoltura, dove nel corso del 2011 sono state presentate circa ottomila denunce, 1.600 in più rispetto all’anno precedente, pari a un aumento del 24,8%. La crescita del numero delle denunce è più contenuta, invece, tra i Dipendenti in conto Stato (+14,6%) e nell’Industria e Servizi (+6,8%).

(ls)

Per saperne di più:
Infografiche infortuni sul lavoro

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Inail: Estate in vista. Aria condizionata in ufficio: istruzioni per l’uso

Male alla schiena e alla gola, raffreddore, dolori addominali, torcicollo. Ma anche bronchiti, polmoniti e infezioni batteriche. Se, con l’arrivo delle prime “ondate” di caldo, il ricorso ai climatizzatori per molti di noi rappresenta una preziosa ancora di salvezza, è tuttavia molto articolato anche il ventaglio di rischi per la nostra salute in caso di utilizzo sbagliato di questo tipo di apparecchiature. Rischi che non corriamo solo nelle nostre case, ma anche nei luoghi di lavoro. Negli ultimi anni, infatti, – anche a causa dell’aumento dell’aspettativa di comfort da parte della popolazione – in molti uffici si trovano apparecchi di climatizzazione a parete che, grazie alla facilità di installazione e al costo ridotto rispetto a impianti di condizionamento più complessi (si possono addirittura acquistare nei centri commerciali), rappresentano la scelta più rapida per soddisfare le richieste degli utenti. Come già detto, però, l’uso di questi apparecchi non può prescindere da una corretta installazione, una puntuale manutenzione e soprattutto una corretta gestione.

Cosa prevede lo standard Uni. Secondo la definizione dello standard Uni 10339 si intendono climatizzatori quegli apparecchi che “sono in grado di realizzare e mantenere simultaneamente negli ambienti condizioni termiche, igrometriche (tasso di umidità, ndr) e velocità dell’aria comprese entro i limiti richiesti per il comfort della persona”. I condizionatori più utilizzati sono costituiti da una unità interna che provvede alla climatizzazione del locale e da una unità esterna necessaria allo scambio termico fra il fluido utilizzato per la climatizzazione e l’aria esterna. Gli apparecchi di nuova costruzione hanno spesso caratteristiche innovative che non rientrano in questa definizione, come per esempio la “ionizzazione” per eliminare le particelle inquinanti o la “foto catalizzazione” per eliminare germi e batteri. Alcuni modelli, inoltre, possono anche immettere in ambiente aria esterna, mentre altri possono anche essere privi di unità esterna.

L’installazione ideale. “Tranne quando l’installazione avviene in fase di progettazione, il posizionamento dell’apparecchio di climatizzazione non avviene sempre nel rispetto del criterio del maggior confort ma, nella maggior parte dei casi, si sceglie un’ubicazione che comporta minori opere murare, la possibilità di mantenere l’arredamento esistente e meno costi – afferma Michele del Gaudio, ricercatore presso il dipartimento di Avellino del settore “Ricerca, certificazione e verifica” dell’INAIL – “In assenza di vincoli, invece, il principio da seguire dovrebbe essere quello della scelta di una posizione che permetta un buon rimescolamento dell’aria, senza che gli occupanti siano colpiti da flussi d’aria troppo veloci. E dove, dunque, anche l’altezza della disposizione gioca un ruolo significativo”.

Ridurre le possibilità di rischio: ecco come fare. Esistono, così, alcune semplici regole capaci di ridurre al minimo il fastidio e le possibilità di rischio per i lavoratori. Il minor costo di questi apparecchi rispetto agli impianti centralizzati è di sicuro il fattore che principalmente condiziona la scelta, ma è opportuno utilizzarli in modo corretto per trarne anche il massimo dei benefici. “Sarebbe innanzitutto preferibile utilizzare apparecchi che immettano il flusso d’aria in modo da sfruttare l’effetto coanda, evitando di colpire direttamente le postazioni di lavoro – continua del Gaudio – Secondo questo principio, infatti, se il flusso d’aria arriva al soffitto, vi aderisce essendo in grado di raggiungere i punti più distanti della stanza e riducendo naturalmente la sua velocità”.

Evitare di “colpire” direttamente le postazioni. In questo contesto, pertanto, la disposizione delle postazioni di lavoro e dei climatizzatori diventa il punto chiave da dirimere. La regola “d’oro”: evitare la posizione diretta di una scrivania lungo il flusso d’aria. Se lo spazio a disposizione  lo consente, è più facile spostare la postazione. In caso contrario, tuttavia, spostare l’apparecchio non è poi così complesso. Una soluzione più onerosa, invece, può essere l’installazione di apparecchi a soffitto – ma è necessario creare controsoffittature – che garantiscono una distribuzione più uniforme dell’aria e, quindi, la possibilità di utilizzare velocità di immissione dell’aria più basse. Utile, ancora, anche fare attenzione alla posizione dei condizionatori rispetto agli arredi (armadi, archivi ecc.) per evitare riflessi dannosi e rimozione di sporcizia da punti quali le parti alte dei mobili dove, di solito, la pulizia viene fatta più raramente.

Essenziale “conoscere” bene il nostro apparecchio. Altro aspetto da non dimenticare: l’utilizzo di qualsiasi apparecchio deve sempre prevedere una idonea formazione e informazione del personale (che non si esaurisca con la consegna del telecomando e del manuale di istruzioni). “Spiegare a tutti la logica di funzionamento può evitare che il cattivo utilizzo sia causa di fastidio o di danni più importanti per la salute – sottolinea del Gaudio – E’ anche importante informare sulla scelta corretta delle temperature di setup in modo da evitare fastidi  e sprechi energetici: perché per stare bene non bisogna accorgersi che stiamo raffreddando né avere fretta di raffreddare ma, soprattutto, tenere conto della temperatura esterna e dell’impegno metabolico dell’attività che stiamo svolgendo”. Inoltre è bene ricordare che l’utilizzo di questi apparecchi deve comunque prevedere l’apertura periodica delle finestre per ricambiare l’aria.

Una manutenzione “doc”. In questa occasione può essere utile, allora, ricordare alcune regole fondamentali per la manutenzione dei climatizzatori. E’ buona norma, innanzitutto, effettuare una pulizia dei filtri prima di ogni accensione stagionale (queste operazioni vengono effettuate utilizzando prodotti specifici che hanno un effetto detergente e anti batterico e, pertanto, andrebbero svolte dai manutentori indossando guanti e mascherine di protezione, fuori dall’orario di lavoro e facendo funzionare poi l’impianto a finestre aperte). Oltre ai filtri, l’igienizzazione dovrà interessare, inoltre, tutte le parti a diretto contatto con l’acqua di condensa. Ultima ma non meno importante, infine, è la verifica dello scarico delle acque di condensa che possono facilmente intasarsi provocando accumuli di umidità nelle pareti o in zone poco accessibili dove possono proliferare muffe, funghi ecc.

Usare male gli apparecchi provoca malessere e sprechi d’energia. In definitiva, prima di schiacciare il tasto di accensione – o, meglio ancora, di procedere a un ordine d’acquisto – meglio avere il quadro globale della situazione e intervenire con la dovuta pianificazione e nel rispetto della prevenzione. “Sicuramente molte di queste indicazioni sembreranno scontate, ma nella realtà la scarsa informazione non permette a tutti di inquadrare correttamente la situazione e di fare le modifiche necessarie – conclude del Gaudio – Un cattivo utilizzo delle apparecchiature porta sicuramente a degli sprechi energetici e, soprattutto, il malessere dei lavoratori non aiuta certo a produrre meglio e di più. Quindi è sempre bene considerare con la giusta consapevolezza il proprio luogo di lavoro e ricercare i possibili miglioramenti da introdurre”.

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Ispezioni ministero 1° trimestre 2012, irregolare un’azienda su due

Pubblicati dal ministero del Lavoro i risultati dell’attività di vigilanza del 1° trimestre 2012 (gennaio-marzo)svolta dalla Direzione generale per l’Attività ispettiva.

Le ispezioni hanno riguardato 33.287 aziende. Di queste una su due è stata trovata in condizione di irregolarità per un numero di illeciti contestati pari a 16.665. 91.683 le posizioni lavorative verificate. 31.866 i lavori irregolari registrati e di questi, il 33% ovvero 10.527 totalmente in nero. Ancora per il lavoro in nero sono state sospese 2.163 aziende.

Gli importi riscossi tramite sanzioni ammontano a 32.211.934,00 euro.

Queste le violazioni principali riscontrate:

  • illecita intermediazione di manodopera (2.498 lavoratori);
  • disciplina in materia di orario di lavoro (5.273).

Disconosciuti infine 2.830 rapporti fittizi di lavoro autonomo. Riscontrate irregolarità amministrative e penali in merito ai seguenti rapporti di lavoro:

  • lavoratrici madri (81);
  • disabili (3329);
  • minori (243).

Risultati attività di vigilanza 1° trimestre 2012

 

Fonte: quotidianosicurezza

 

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Bonifica del sito inquinato e responsabilità dell’ente

********** Gli strumenti per la gestione del D.lgs 231/01 ************
Software, modelli documentali, strumenti per la formazione
*****************************************************************

Nell’articolo “Bonifica e responsabilità degli enti per reati ambientali” l’avv. Arena analizza l’incidenza della bonifica di un sito inquinato, conforme ai progetti approvati dalle Autorità indicate dal Codice dell’Ambiente, sulla responsabilità dell’ente ex d.lgs. 231/01.

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Min.Lavoro: un opuscolo informativo sulle patologie oncologiche invalidanti

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Consigliera nazionale di parità hanno presentato l’opuscolo informativo “Patologie oncologiche e invalidanti – Quello che è importante sapere per le lavoratrici e i lavoratori”.

La pubblicazione, redatta dal Tavolo di coordinamento nazionale costituito dalla Consigliera Nazionale di Parità, dalle Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL, UIL, UGL e CONFSAL e dalle Associazioni di Volontariato FAVO, AIMaC e KOMEN ITALIA, fornisce con semplicità e chiarezza alle lavoratrici e ai lavoratori affetti  da patologie oncologiche e invalidanti le principali informazioni sui propri diritti e quelli dei propri familiari: il diritto al part-time, i congedi, gli eventuali sostegni economici, le tutele legate ai contratti collettivi, i passi da fare per la domanda di invalidità civile.

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Campi elettromagnetici: probabile rinvio della Direttiva CEM al 31 ottobre 2013

 

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 93 del 20 aprile 2012, è stato pubblicato un importante Decreto sui gas fluorurati ad effetto serra (installati su condizionatori, pompe di calore, …); il Decreto recepisce alcuni regolamenti europei (in particolare il 303/2008) dandone piena attuazione.

È rivolto a persone e imprese che svolgono una o più delle seguenti attività su apparecchiature di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di calore che contengono gas fluorurati ad effetto serra: controllo perdite, recupero gas, installazione, manutenzione, riparazione, …

In particolare il Decreto definisce criteri e metodi per:

 

  • certificazione e valutazione
  • designazione degli organismi di attestazione
  • rilascio dei certificati provvisori
  • etichettatura delle apparecchiature
  • istituzione di un Registro

    Fonte Necsi.it


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Decreto per manutentori e installatori di impianti di condizionamento

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 93 del 20 aprile 2012, è stato pubblicato un importante Decreto sui gas fluorurati ad effetto serra (installati su condizionatori, pompe di calore, …); il Decreto recepisce alcuni regolamenti europei (in particolare il 303/2008) dandone piena attuazione.

È rivolto a persone e imprese che svolgono una o più delle seguenti attività su apparecchiature di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di calore che contengono gas fluorurati ad effetto serra: controllo perdite, recupero gas, installazione, manutenzione, riparazione, …

In particolare il Decreto definisce criteri e metodi per:

  • certificazione e valutazione
  • designazione degli organismi di attestazione
  • rilascio dei certificati provvisori
  • etichettatura delle apparecchiature
  • istituzione di un Registro

    Fonte Necsi.it

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D.lgs 231/01 – Convegno a Lecce

» Convegno D.lgs 231/01 a Lecce » Decreto per manutentori e installatori di impianti di condizionament » Campi elettromagnetici: probabile rinvio della Direttiva CEM al 31 ottobre 2013

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