La sicurezza nelle aziende di prima lavorazione del legno

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Il software per redigere il DVR rapidamente e senza problemi

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Informazioni per i lavoratori operanti nelle aziende di prima lavorazione del legno, nelle segherie. I fattori di rischio infortunistici, organizzativi e igienico-ambientali. La fase di scarico dei tronchi e l’esposizione a polveri di legno duro.
Fonte: Puntosicuro.it

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Schede rischi – scarica gratuitamente

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Sono disponibili sul sito dell’ente paritetico di Varese alcune schede rischi riferite a diverse tipologie di attività
rischi nella produzione di pasticceria  RISCHI PRODUZIONE DI PASTICCERIA
rischi autista addetto consegne  RISCHI AUTISTA/ADDETTO CONSEGNE
rischi addetto sala  RISCHI ADDETTO SALA
rischi barista  RISCHI BARISTA
rischi addetto pulizie  RISCHI ADDETTO PULIZIE
rischi addetto panini  RISCHI ADDETTO PANINI
rischi in negozio  RISCHI IN NEGOZIO
rischi in deposito  RISCHI IN DEPOSITO
rischi in ufficio  RISCHI IN UFFICIO
rischi in cucina  RISCHI IN CUCINA
movimentazione dei carichi  MOVIMENTAZIONE DEI CARICHI
stress lavoro correlato  STRESS LAVORO CORRELATO

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Come realizzare un corso di formazione on line FAD – parte 2

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Tutti gli strumenti per realizzare i corsi in aula e in modalità FAD
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Inserire momenti di autovalutazione all’interno del percorso formativo: 1 test per  ogni lezione del corso

Cosa fare
Lo strumento di autovalutazione più utilizzato è il test, che può prevedere varie tipologie di domande (a risposta multipla, a scelta multipla, abbinamento di liste, vero/falso…).
Una buona prassi può essere quella di prevedere un test di 10 domande, con un livello di sufficienza posizionato a 6 risposte corrette, per ogni lezione di cui si compone il corso.

Mentre nella formazione tradizionale i momenti di confronto fra docente e discente offrono la possibilità di  verificare costantemente i livelli di apprendimento dei contenuti, nella formazione a distanza occorre predisporre degli strumenti di autovalutazione che permettano ai partecipanti di monitorare i propri livelli di apprendimento e di rilevare i casi in cui la comprensione non sia sufficiente e sia quindi necessario prevedere un recupero, un ripasso o una attività di approfondimento.

Ripartire efficacemente le ore di formazione in aula e le ore di formazione a
distanza
Cosa fare
È importante porre attenzione a come vengono ripartite, in fase di progettazione, le ore di formazione tra aula e FAD e a come vengono distribuite nel calendario del corso.

Già in fase di progettazione si deve cercare di creare un legame significativo tra l’aula e la FAD al fine di valorizzare le potenzialità di entrambe (es.: il contatto umano immediato dell’aula e la flessibilità della FAD). Un primo incontro in aula viene quindi generalmente utilizzato per “rompere il ghiaccio” e per un
minimo di socializzazione necessario per proseguire poi con l’interazione a distanza. Le attività in presenza sono, in questo caso, preparatorie a quelle a distanza.

Durante il corso ulteriori incontri in presenza servono generalmente a consolidare il valore delle azioni formative svolte a distanza, per fare un’analisi di quanto fatto fino a quel momento e per programmare le successive sessioni FAD.

Perchè
Con riguardo all’esistenza o meno di attività in presenza, la formazione a distanza viene generalmente distinta in due tipologie:
– formazione a distanza pura, che non prevede quindi alcun tipo di attività in presenza;
– formazione a distanza mista (in inglese “blended education”), che prevede un mix, variabile a seconda dei casi, di attività a distanza e attività in presenza.

In generale la formazione a distanza pura, prevalente in un primo momento, è ora spesso sostituita da un approccio di tipo blended, che permette una maggiore flessibilità e anche di unire i vantaggi delle due metodologie. In un contesto universitario, in cui la FAD è spesso utilizzata come supporto per gli studenti fuori sede, la parte in presenza può essere costituita, più che da lezioni, dagli incontri fra studenti e professori nell’orario di ricevimento.

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1.5 Realizzare dei materiali didattici autoconsistenti e utilizzare nomi di file
autoesplicativi
Cosa fare
Per quanto riguarda i materiali didattici, il principio di autoconsistenza comporta una serie di implicazioni pratiche, quali:
– presenza di strumenti e risorse quali per esempio indici, glossario, schemi, figure, approfondimenti, abstract, riassunti, casi di studio, esempi, bibliografia e linkografia, tempo di fruizione;
– impaginazione grafica chiara che supporti i contenuti senza appesantirli (presenza di box, sottolineature, grassetto, formattazione del testo);
– la scelta di un linguaggio semplice ma allo stesso tempo appropriato;
– presenza di esercitazioni e test comprensivi di soluzioni.
Per l’organizzazione generale di un corso FAD e dei suoi contenuti il principio di autoconsistenza comporta invece le seguenti implicazioni pratiche:
– impostazione modulare dei contenuti (per questo vedi lo specifico consiglio);
– presenza a inizio corso di documentazione introduttiva e di supporto al corso, alle metodologie e tecnologie utilizzate, agli aspetti logistici (per es. Guida dello studente);
– presenza di strumenti di comunicazione per la risoluzione di eventuali problemi e dubbi (forum di supporto tecnico, indirizzo o mail o possibilità di contattare i tutor);
– manualistica riguardante la piattaforma e gli strumenti informatici previsti nel corso.
Un piccolo accorgimento pratico per la realizzazione dei contenuti riguarda i nomi da dare a file scaricabili dalla piattaforma. I nomi dovranno seguire delle regole precise ed essere coerenti, per essere facilmente rintracciabili e non confondibili una volta scaricati sul pc dei partecipanti o reinviati dai partecipanti ai docenti e tutor (si pensi alle esercitazioni).

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D.lgs 231/01 – Cancellazione di una s.r.l. ed estinzione dell’illecito amministrativo da reato

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Software, modelli documentali, strumenti per la formazione
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Pubblichiamo un’interessante  sentenza del tribunale di Milano del 20 ottobre 2011.
L’estinzione di una s.r.l. a seguito della sua liquidazione volontaria e della sua cancellazione dal registro delle imprese determina l’estinzione dell’illecito ex. D.Lgs. 2001, n. 231, per il quale la s.r.l. sia stata rinviata a giudizio prima della sua cancellazione dal registro delle imprese, analogamente a quanto avviene per il reato imputato alla persona fisica nel caso di morte di quest’ultima.


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Come realizzare un corso di formazione a distanza FAD – parte 1

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Lo scopo di questo documento è di fornire dei consigli operativi per la progettazione ed erogazione di corsi in formazione a distanza. Il processo della FAD presenta una complessità superiore a quello della formazione tradizionale: i fattori di qualità di cui tenere conto sono molti e legati ad ambiti differenziati quali per esempio le tecnologie coinvolte, le metodologie, l’isolamento dei partecipanti, le tempistiche, la logistica, la complementarità fra attività a distanza e in presenza.
Per questi motivi è utile fornire una lista di punti di attenzione e di consigli che offrano un orientamento di massima e permettano di mettere a frutto alcuni “punti fermi” ormai acquisiti nel settore della FAD, nonchè di evitare gli errori più macroscopici.
I consigli sono stati suddivisi in due sezioni: quelli riguardanti la progettazione dell’intervento formativo e quelli riguardanti l’erogazione. La suddivisione può risultare, in alcuni casi, artificiosa, in quanto la maggior parte dei punti di attenzione devono essere attentamente considerati nella fase di progettazione per poi essere realizzati e messi in pratica in quella di erogazione. Tuttavia la suddivisione ha un proprio valore se si considera che i consigli relativi all’erogazione hanno una valenza maggiormente pratica e sono legati ad attività che non richiedono una progettazione di dettaglio ma che possono essere facilmente attuate durante la fase di erogazione.

Fase 1: Progettazione
Nella formazione a distanza è particolarmente importante suddividere e organizzare i contenuti in unità concettuali di piccole dimensioni, facilmente gestibili dai partecipanti e caratterizzate dall’approfondimento di un contenuto specifico.

Il corso dovrebbe quindi essere strutturato in lezioni, per i quali occorre prevedere una durata media di studio (una stima del numero di ore che l’allievo potrebbe impiegare per studiarne i contenuti) ed una articolazione temporale (la lezione n.1 deve essere svolta nella prima e seconda settimana di corso, la lezione n.2 nella terza settimana di corso, ecc.).
Perchè L’unità di organizzazione dei contenuti cui si fa più spesso riferimento è la lezione. La lezione è composta da una serie di attività finalizzate all’apprendimento di un segmento di contenuti delimitato in una unità di tempo determinata – nei corsi fad le lezioni hanno infatti spesso una cadenza settimanale.
La progettazione didattica dovrebbe quindi partire dall’insieme dei contenuti che si vogliono erogare per tentarne una suddivisione in unità concettuali – le lezioni appunto. Se la progettazione è stata condotta correttamente, dovrebbe essere facile identificare un titolo per ogni lezione. La fase successiva consisterà nella progettazione delle attività da cui la lezione sarà composta.
I vantaggi di questo approccio sono i seguenti:
–    i partecipanti hanno a disposizione una mappa dei contenuti (le lezioni) facilmente comprensibile e memorizzabile. Questa mappa coincide anche con le attività previste e con la scansione temporale di tali attività;
–    le lezioni così create sono unità autoconsistenti, in altre parole è possibile riutilizzare queste lezioni anche in corsi diversi da quello originale oppure creare nuovi corsi basandosi su lezioni già esistenti e appartenenti a corsi diversi.

Ogni lezione deve prevedere una serie di attività che nel loro complesso possano assicurare una piena comprensione dei contenuti proposti. È anche importante tentare di stimare efficacemente la durata delle attività didattiche per supportare gli allievi nel processo di apprendimento.
Le attività consigliate sono:
1.    incontro in presenza di introduzione alla lezione;
2.    studio individuale di materiali didattici;
3.    esercitazione a distanza;
4.    partecipazione al forum di discussione per socializzare i contenuti e i risultati dell’esercitazione;
5.    svolgimento del test di autovalutazione.

Rispetto al modello di lezione proposto si possono ovviamente inserire delle differenze (per es. non tutte le lezioni avranno un incontro in aula, altri prevederanno un test di autovalutazione intermedio oltre a quello finale ecc.). L’idea di fondo è però che le diverse tipologie di attività portino a un rafforzamento delle conoscenze acquisite e a una loro socializzazione nel gruppo dei partecipanti.
Affinché gli allievi abbiano la possibilità di seguire in tempo reale il percorso di apprendimento progettato occorre cercare di stimare correttamente il tempo necessario per completare le attività o per lo studio dei singoli materiali didattici. La stima dei tempi previsti dovrà essere effettuata considerando una persona con preparazione media e che abbia seguito e svolto tutte le attività precedenti nel corso. Si darà ovviamente il caso di partecipanti che impiegheranno meno tempo di quello previsto (per es. perché conoscono già l’argomento, perché hanno una particolare facilità su un certo tipo di contenuti ecc.) o che impiegheranno più tempo di quello previsto (per es. perché hanno bisogno di riprendere alcuni contenuti per poter capire perfettamente quelli nuovi), tuttavia l’indicazione dei tempi permetterà ai partecipanti:
–    di gestire al meglio il tempo dedicato allo studio cercando di portare a termine le attività – per esempio scegliendo quale attività affrontare in base al tempo che si ha a disposizione;
–    di capire il tipo di approfondimento richiesto nell’affrontare i materiali didattici (per es. se per una dispensa di 20 pagine è indicata una stima di un’ora, è chiaro che si richiede una lettura veloce e per sommi capi).

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Fonte: Università Studi Piemonte Orientale

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I rischi in agricoltura ai sensi del D.lgs 81/08

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L’ASL Roma F ha pubblicato un interessante documento relativo ai rischi in agricoltura.
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Check list valutazione rischi in agricoltura

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Dall’ASL di Vicenza una pratica check list di valutazione dei rischi in agricoltura

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IL SOFTWARE PER LA MAPPATURA DEL RISCHIO CON CHECKLIST OCRA

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DVR UFFICIO: Linee guida Università di Pavia

Scarica la guida DVR Ufficio  – Linee guida Università di Pavia

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Modelli organizzativi obbligatori per le società di calcio

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Software, modelli documentali, strumenti per la formazione
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Si è svolta a Roma venerdi 27 aprile, la riunione del Consiglio Federale che ha discusso molti argomenti tra i quali il blocco dei ripescaggi, il sistema delle Licenze Nazionali per la stagione 2012/2013, la legalità e la sicurezza nell’organizzazione calcistica, la tutela della salute.

Si parla anche della necessità di rendere obbligatori modelli organizzativi

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