Stress da lavoro? “Toglie 33 anni di vita”

Un ambiente di lavoro ostile potrebbe farvi perdere letteralmente anni di vita. E non pochi. Secondo un gruppo di ricercatori della Harvard University e della Stanford University, infatti, in condizioni lavorative particolarmente stressanti l’aspettativa di vita si ridurrebbe addirittura di 33 anni.

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Gli studiosi hanno diviso i volontari in 18 categorie a seconda del sesso, delle etnie, la classe sociale e l’educazione, prendendo poi in considerazione 10 fattori legati al posto di lavoro (inclusi gli orari, i turni, lo squilibrio famiglia-lavoro, l’assenza di un’assicurazione, gli ipotetici licenziamenti). Legando questi dati a quelli sulla mortalità annuale e sull’aspettativa di vita sono emersi dati sorprendenti.

A differenza di quello ci si potrebbe aspettare, a subire più stress e a veder così diminuire l’aspettativa di vita non sono i top manager o i broker ma i lavoratori con meno di 12 anni di studio alle spalle che svolgono mansioni più umili. Secondo la ricerca, poi, proporzionale all’aumento dello stress e quindi alla minore aspettativa di vita, anche la presenza di fattori come la precarietà, i frequenti licenziamenti o la difficoltà nel trovare un nuovo lavoro. Una statistica che vale in maniera pressoché  equivalente per gli uomini e le donne anche se per quest’ultime sarebbero decisivi i turni troppo stancanti a lavoro.

Fonte: sky.it

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Attuazione del Jobs Act: come cambia il D.Lgs. 81/08

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 221 del 23/9/2015 (Suppl. Ordinario n. 53) dei D.Lgs. nn. 148, 149, 150 e 151 è terminata l’attività del Governo diretta a dare attuazione alle deleghe contenute nella L. 183/2014 (Jobs Act).
Di questi, quelli che riguardano il mondo della salute e sicurezza sul lavoro sono i seguenti:

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  • D.Lgs. 23 settembre 2015, n. 151 (Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183).
  • D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 149 (Disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183).

Il D.Lgs. 151/2015 riporta nuove semplificazioni per la sicurezza e diverse modifiche al D.Lgs. 81/2008 e al DPR 1124/1965, mentre il D.Lgs. 149/2015 prevede il riordino dell’attività ispettiva e l’istituzione dell’Ispettorato nazionale del Lavoro.
Tra le varie novità introdotte dal D.Lgs. 151/2015, si segnalano le seguenti modifiche apportate al D.Lgs. 81/08:

  • la messa a disposizione al datore di lavoro, da parte dell’INAIL di strumenti tecnici e specialistici per la riduzione dei livelli di rischio;
  • lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di primo soccorso, nonché di prevenzione degli incendi e di evacuazione, anche nelle imprese o unità produttive che superano i cinque lavoratori;
  • il miglioramento del processo di acquisizione delle informazioni necessarie per il calcolo del premio assicurativo attraverso la realizzazione di un apposito servizio sul portale dell’INAIL;
  • la trasmissione all’INAIL del certificato di infortunio e di malattia professionale esclusivamente per via telematica a carico del medico o dalla struttura sanitaria competente al rilascio, con conseguente esonero per il datore di lavoro;
  • la trasmissione all’autorità di pubblica sicurezza delle informazioni relative alle denunce di infortunio mortali o con prognosi superiore a trenta giorni a carico dell’INAIL, esonerando il datore di lavoro;
  • l’abolizione dell’obbligo di tenuta del registro infortuni, anticipando la soppressione dell’obbligo, connessa, nelle intenzioni del legislatore, alla emanazione del decreto interministeriale istitutivo del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP).
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Il Nuovo 70:20:10 Come Cambia la Formazione

La formazione è una componente fondamentale per il successo di un’organizzazione e contribuisce alla capacità della stessa di attrarre, trattenere e coinvolgere i talenti. Lo
studio sulla formazione del 2015 condotto da Aberdeen Group, “Learning 3.0, How Does Your Organization Stack Up?” (Formazione 3.0: come se la cava la vostra organizzazione?)
ha sottoposto a indagine 322 organizzazioni distribuite in tutto il mondo esaminandone metodologie formative e relative modalità di erogazione – per esempio, l’uso dei dispositivi indossabili (i cosiddetti “wearable devices”), il supporto alla performance e la formazione blended (mista, in aula e online) – oltre al modo in cui la formazione si  interseca con l’esecuzione organizzativa della strategia.

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Negli ultimi cinque anni, abbiamo assistito a una trasformazione delle funzioni formative di molte organizzazioni.
La formazione non si limita più all’apprendimento e all’acquisizione di capacità e   competenze specifiche. È cambiata con l’obiettivo di introdurre anche lo sviluppo del
dipendente, mirato a costruire una figura altamente efficiente in grado di contribuire al successo dell’organizzazione a lungo termine.
Le nuove tendenze e tecnologie sono le principali responsabili di tale cambiamento. I “wearable devices” – come, ad esempio, i Google Glass, le tecniche di gamification utilizzate per incentivare i cambiamenti di comportamento, e le tecnologie
rese disponibili dalle reti sociali che consentono ai dipendenti di individuare e stabilire un contatto con gli esperti presenti in azienda – sono solo alcuni esempi.

La necessità di sviluppare una leadership più forte e la carente disponibilità di competenze chiave sul mercato del lavoro sono state al centro degli studi condotti da Aberdeen Group in materia di iniziative per la formazione e lo sviluppo (e l’acquisizione dei talenti) fin dal 2010. Lo studio di quest’anno non si discosta. Il 36,5% delle organizzazioni sostiene che la
necessità di costruire una leadership più solida rappresenta la principale ragione alla base delle attività di formazione e sviluppo nei successivi 12-24 mesi; mentre circa un quarto
(24,3%) mostra preoccupazione per la carente disponibilità di talenti chiave sul mercato del lavoro (v. Figura 1). Non si rileva soltanto una crescente difficoltà a reperire competenze funzionali cruciali; vi è persino carenza di individui che dispongano delle conoscenze e dell’esperienza necessarie a prendere le redini dell’organizzazione in qualità di leader.

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Tuttavia, a differenza degli anni precedenti, le pressanti esigenze delle organizzazioni si concentrano ora sulla capacità di svolgere le proprie attività con maggior agilità: ciò
rappresenta la seconda principale esigenza, leggermente al di sopra della disponibilità di talenti. Interesse ancora maggiore suscita la più pressante delle esigenze, scelta da quasi il
21,8% di tutte le organizzazioni: erogare la formazione in diverse zone geografiche.

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Al via la Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro

Si svolgerà dal 19 al 23 ottobre prossimi la Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, organizzata da Eu-Osha e dai suoi focal point nazionali nell’ambito della campagna “Ambienti di lavoro sani e sicuri”. Dedicato al tema dell’edizione 2014-2015 “Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlato”, l’evento prevede un ricco calendario di incontri e di attività di sensibilizzazione – sia durante sia dopo la Settimana stessa – in tutta Europa (ma anche al di fuori dei confini dell’Ue). Diversi gli appuntamenti di grande interesse organizzati dall’Inail in qualità di focal point Eu-Osha per l’Italia.

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A Roma il seminario dell’Inail a conclusione della campagna 2014-2015. Il 29 ottobre, presso Villa Malta, a Roma, si svolgerà il seminario dal titolo: “Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro-correlato: le buone pratiche in Italia”. La giornata di studio – in linea con la chiusura ufficiale della campagna europea, che si terrà a Bilbao il 3 e 4 novembre prossimi – prevede la presentazione degli elementi chiave che hanno caratterizzato la campagna in Italia e i risultati del concorso “Premio europeo per le buone pratiche”.

 

Il riconoscimento alle aziende partecipanti al Premio europeo per le buone prassi. Ad aprire il seminario sarà Paolo Onelli, direttore generale della Tutela delle condizioni di lavoro e delle relazioni industriali presso il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, mentre la chiusura è affidata a al direttore centrale Prevenzione dell’Inail, Ester Rotoli. L’evento si concluderà con la consegna dei riconoscimenti alle aziende che hanno aderito al concorso, qualificandosi come un’ulteriore e importante opportunità per promuovere e condividere le buone pratiche e per valorizzare l’impegno e i risultati di tutti i partecipanti.

 

A Savona un incontro sulla prevenzione nel settore dei trasporti. Ancora, il 20 ottobre, a Savona, presso la sala conferenze dell’Unione industriali, si segnala il seminario “Banca dati vibrazioni – Monitoraggio e analisi nel settore dei trasporti”, promosso dalla direzione regionale Liguria e dalla direzione territoriale di Savona dell’Inail. Nel corso dell’incontro verranno presentati i risultati di una ricerca condotta in ambito regionale presso le aziende del settore trasporti e finalizzata ad analizzare e approfondire il rischio vibrazioni connesso all’utilizzo de mezzi di lavoro, le patologie a esso correlate e le relative strategie di prevenzione.

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“Sguardi al lavoro”: a Milano la decima edizione della rassegna cinematografica. Dal 19 al 22 ottobre, presso lo spazio Oberdan, a Milano, ritorna la rassegna a ingresso libero “Sguardi al lavoro”, organizzata dalla direzione regionale Lombarda dell’Inail in collaborazione con fondazione Cineteca italiana e Città metropolitana di Milano. Dodici i titoli in programma, con anteprime e momenti di incontro in sala. In occasione della rassegna verrà presentato anche il portale “Lo spettacolo della sicurezza”: ulteriore frutto della collaborazione fra la fondazione Cineteca italiana, Ufficio scolastico per la Lombardia e l’Inail, questo strumento – pensato soprattutto, ma non solo, per le scuole e gli insegnanti – offre l’accesso a centinaia di schede di film dedicati al mondo del lavoro.

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Presidente INAIL: “Per la prevenzione degli infortuni fondamentali collaborazione e controllo”

In occasione della 65esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, promossa dall’Anmil con il patrocinio dell’Inail, il presidente dell’Istituto, Massimo De Felice, è intervenuto a Roma all’evento principale, che si è svolto nell’Auditorium della direzione centrale di piazzale Pastore

ROMA – Il trend degli infortuni, con la diminuzione complessiva delle denunce presentate nei primi otto mesi di quest’anno cui fa da contraltare – ma si tratta ancora di dati provvisori – un incremento dei casi mortali. L’andamento delle malattie professionali, caratterizzato da forti disparità sul territorio. E ancora il bilancio dell’Inail, che mantiene la sua solvibilità, anche se un’ulteriore riduzione delle disponibilità economiche potrebbe influire sulla qualità dei servizi erogati, e alcune delle promettenti attività messe in campo per la prevenzione e la riabilitazione, come la collaborazione con altre realtà di eccellenza sviluppata sul fronte della ricerca ad alta tecnologia dal Centro Protesi di Vigorso di Budrio e dal Centro di riabilitazione di Volterra .

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Manifestazioni in tutta Italia per riflettere sulla sicurezza. Questi, in sintesi, i temi toccati ieri a Roma dal presidente dell’Istituto, Massimo De Felice, nel suo intervento all’Auditorium della direzione centrale Inail di piazzale Pastore, che ha ospitato l’evento principale della 65esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, patrocinata dall’Istituto e promossa dall’Anmil con una serie di manifestazioni in tutta Italia, con l’obiettivo di riflettere e confrontarsi sulla sicurezza, la tutela dei lavoratori infortunati, l’analisi del fenomeno infortunistico e le soluzioni più efficaci in materia di prevenzione.

Nei primi otto mesi del 2015 denunce in calo del 4%. Presentando gli ultimi dati sull’andamento degli infortuni, che da oltre due anni l’Inail rende pubblici con cadenza mensile, De Felice ha premesso che nell’analizzarli è fondamentale tenere conto che sono “provvisori e amministrativi”. Nei primi otto mesi del 2015 il numero delle denunce – non gli infortuni sul lavoro riconosciuti come tali dall’Istituto – è diminuito di circa il 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, passando da 427.967 a 410.247. A questo proposito il presidente dell’Inail ha precisato che la diminuzione è uniforme in tutte le gestioni – industria e servizi, agricoltura, per conto dello Stato – sostanzialmente uniforme, con poche eccezioni, per settore di attività economica, uniforme per luogo di accadimento, luogo di nascita e genere, con un lieve aumento nella classe di età più avanzata, compresa tra i 55 e i 69 anni.

“Contabilità odiosa ma necessaria per capire il fenomeno”. In controtendenza rispetto al dato complessivo, tra gennaio e agosto si è registrato invece un aumento delle denunce di infortuni con esito mortale rispetto allo stesso periodo del 2014, da 652 a 752, pari a circa il 15% in più. “Va considerato – ha spiegato De Felice – che se si guarda ai dati definitivi dello scorso anno, contando i casi di morte non immediata, si trova un sostanziale riallineamento dei numeri totali”. Questo tipo di contabilità “è odiosa – ha aggiunto – ma è una contabilità che dobbiamo fare per capire il fenomeno e intervenire meglio”.

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Per le malattie professionali forti disparità tra regioni. Un lieve aumento si registra anche per le denunce di malattie professionali, che nei primi otto mesi del 2015 sono state 39.412, 964 in più rispetto alle 38.448 del 2014, pari a un incremento del 2,5%, con variazioni a livello regionale che meritano di essere approfondite. La Toscana e l’Emilia Romagna, per esempio, prese singolarmente presentano più denunce di tutto il Nord-Ovest (Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Liguria). Dall’analisi di questi dati ancora parziali spicca, inoltre, quello relativo al settore agricolo, con quasi mille casi denunciati in più rispetto allo scorso anno.

“Sulle ispezioni attuate le indicazioni del quadro strategico Ue”. Per il presidente dell’Inail “la prevenzione è essenziale, e l’Istituto cerca di fare molto in questo senso. Ci vuole però collaborazione, devono collaborare i lavoratori e i datori di lavoro, e ci vogliono i controlli”. In questo senso, ha sottolineato De Felice, “abbiamo cercato di dare concretezza procedurale alle parole del quadro strategico dell’Ue 2014-2010 in materia di salute e sicurezza sul lavoro, dove si auspica un’attività ispettiva capace anche di sostenere il ruolo di consulenza nei confronti del mondo della produzione, migliorando la cultura degli ispettori del lavoro per poter effettuare correttamente ed efficacemente ispezioni incentrate sui rischi. Mi auguro che le nuove forme organizzative dei controlli tutelino e potenzino questa impostazione”.

Una rete ad alta tecnologia per protesica e riabilitazione. Nel corso del suo intervento all’Auditorium Inail, il presidente ha illustrato anche alcune delle attività promosse dall’Istituto sul fronte della ricerca, della riabilitazione e del reinserimento socio-lavorativo. A partire dal progetto della rete ad alta tecnologia, che “è diventato uno strumento di produzione e di azione, nel campo della protesica e della riabilitazione”. La collaborazione avviata dal Centro Protesi di Budrio e dal Centro di riabilitazione di Volterra con l’Istituto italiano di tecnologia di Genova, il Campus Bio-Medico di Roma, l’Istituto di Biorobotica del Sant’Anna di Pisa e l’Azienda Usl Romagna e Bologna, ha già dato infatti “risultati rilevanti” – dall’esoscheletro motorizzato alla mano robotica, dalle interfacce neurali agli strumenti per la valutazione funzionale e la riabilitazione nelle patologie della spalla – e “ha ancora notevoli potenzialità di sviluppo”. Il coinvolgimento di centri di eccellenza come il Cnr, il Politecnico di Milano, la Sapienza di Roma, la Normale di Pisa, l’Istituto superiore di sanità e l’Enea, è previsto anche dal nuovo piano delle attività di ricerca 2016-2018 dell’Istituto, che è stato orientato alla prevenzione e alle attività socio-sanitarie.

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“Sul fronte del reinserimento ottenuti risultati importanti”. “Anche sul reinserimento socio-lavorativo si stanno ottenendo risultati importanti – ha aggiunto De Felice – con azioni guidate dalle sedi territoriali dell’Inail”. Gli assistiti al Centro Protesi di Budrio, in particolare, tra gennaio e settembre sono stati quasi 11mila, le prestazioni per dispositivi ausiliari circa 14mila, quelle di fisiokinesiterapia e riabilitazione poco più di 13mila. “Ma si è lavorato molto anche sul piano delle innovazioni – ha precisato il presidente – con un progetto nell’ambito dell’apicoltura, esperienze di pet therapy, progetti di adattamento dei mezzi agricoli e laboratori di cucina”. Come già ricordato nellarelazione annuale dello scorso 9 luglio a Montecitorio, resta però la preoccupazione per il bilancio dell’Istituto: “Altre riduzioni delle disponibilità economiche – ha ribadito infatti De Felice – inciderebbero sugli obiettivi istituzionali dell’Inail”.

 

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Datore di lavoro impresa più di 5 dipendenti, compiti diretti servizio primo soccorso

Il DLgs n. 151 del 14 settembre 2015, uno dei quattro decreti attuativi del Jobs Act, in vigore dal 24 settembre, titola Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità.

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Nel Titolo I Razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti e revisione del regime delle sanzioni, il Capo I riguarda Inserimento mirato delle persone con disabilità. Nel Capo II, invece, sono indicate le novità introdotte a proposito della “costituzione e gestione del rapporto di lavoro”.

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Della razionalizzazione e semplificazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro si occupano gli Artt. 20 e 21 del Capo III. (Leggi: Testo unico coordinato settembre 2015, che riporta anche le modifiche introdotte dai decreti attuativi Jobs Act)

L’art. 20 ha per oggetto la modifica dell’art. 34 del TU 81/08, sullo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di primo soccorso nonché di prevenzione incendi.

In conseguenza della modifica (mediante abrogazione del comma 1-bis*) dell’art. 34, per il datore di lavoro non vi sono più i limiti disposti in relazione alle dimensione delle imprese, ovvero fino a cinque lavoratori, in ordine alla possibilità di svolgere direttamente i compiti di primo soccorso, nonché di prevenzione degli incendi e di evacuazione.

Con le modifiche del DLgs 151/2015, quindi, il datore di lavoro ha la possibilità di svolgere direttamente i compiti di primo soccorso, di prevenzione degli incendi e di evacuazione, anche nelle imprese o unità produttive che superano i cinque lavoratori.

Da qui anche la modifica al seguente comma 2-bis, nel quale sostituendo l’abrogato riferimento “comma 1-bis”, con le parole di “primo soccorso nonché di prevenzione incendi ed evacuazione” assume tale aspetto: “il datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di primo soccorso nonché di prevenzione incendi e di evacuazione deve frequentare gli specifici corsi formazione previsti agli articoli 45 e 46.”

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Particolare che ci interessa è la disposizione contenuta ancora nell’articolo 21, comma 4, Capo III del Dlgs 151/2015, per la quale viene abolito l’obbligo di tenuta del registro degli infortuni. ” A decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto, è abolito l’obbligo di tenuta del registro infortuni.”

Per completare l’argomento del DLgs 151, si aggiunge che gli articoli dal 23 al 26 si riferiscono alle disposizioni in materia di lavoro (Capo I , Titolo II ) e quelle in materia di pari opportunità (Capo II, Titolo II).

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* Ecco il testo del comma 1- bis abrogato. “Salvo che nei casi di cui all’articolo 31, comma 6, nelle imprese o unità produttive fino a cinque lavoratori il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di primo soccorso, nonché di prevenzione degli incendi e di
evacuazione, anche in caso di affidamento dell’incarico di responsabile del servizio di prevenzione e protezione a persone interne all’azienda o all’unità produttiva o a servizi esterni così come previsto all’articolo 31, dandone preventiva informazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ed alle condizioni di cui al comma 2-bis.

Info: Decreto legislativo 14 settembre 2015 n.151

Fonte: Quotidianosicurezza

 

 

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Inail: la valutazione del rischio rumore e la normativa vigente

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Un documento dell’Inail affronta il rischio rumore e gli aspetti relativi alla sua valutazione. Focus sulla legislazione nazionale e sulla normativa tecnica. La UNI 9432:2011, la UNI EN ISO 9612:2011 e la UNI 11347:20154.

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D.lgs 81/08 aggiornato 

Disponibile on line il testo coordinato del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n.81 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro con tutte le disposizioni integrative e correttive.Novità in questa versione:

• Corretto l’importo massimo previsto per l’ammenda all’art. 284 comma 1;

• Inseriti gli interpelli dal n. 26 al n. 28 del 31/12/2014, le precisazioni all’interpello n. 20/2014 del 31/12/2014, e gli interpelli dal n. 1 al n. 5 del 23 e 24/06/2015;

• Inserite le circolari n. 34 del 23/12/2014, n. 35 del 24/12/2014, n. 3 del 13/02/2015, n. 5 del 3/03/2015 e n. 22 del 29/07/2015;

• Inserito il decreto interministeriale n. 201 del 18 novembre 2014, recante norme per l’applicazione, nell’ambito dell’amministrazione della giustizia, delle disposizioni in materia di sicurezza e salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro (avviso pubblicato nella G.U. n. 15 del 20 gennaio 2015);

• Abrogazione del comma 5 dell’art. 3, ai sensi dell’art. 55, comma 1, lettera e), del D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 (SO n.34 alla G.U. 24/06/2015, n.144, in vigore dal 25/06/2015);

• Modifica dell’art. 88, comma 2, lettera g-bis), ai sensi dell’art. 16, comma 1, della legge 29 luglio 2015, n. 115 (G.U. 03/08/2015, n.178, in vigore dal 18/08/2015);

• Inserite le modifiche agli artt. 3, 5, 6, 12, 14, 28, 29, 34, 53, 55, 69, 73-bis (nuovo articolo), 87, 98 e 190, introdotte dal d.lgs. 14 settembre 2015, n. 151 recante “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n.183” (G.U. n. 221 del 23/09/2015 – S.O. n. 53, in vigore dal 24/09/2015).

 

vai al documento

 

Fonte: Ministero del Lavoro

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Contributi regione Liguria per sicurezza lavoro

Liguria per le PMI

Misura 1.2.3 Innovazione
Possono presentare domanda di contributo le piccole e medie imprese che esercitano attività diretta alla produzione di beni e/o servizi, singole e associate, anche in forma cooperativa, che abbiano unità operativa interessata al progetto ubicata sul territorio della Regione Liguria.
Il costo totale dell’investimento agevolabile non può essere inferiore a € 30.000,00.di imponibile per gli anni 2014-2015-2016-2017 (pagamento con bonifico, spese con imponibile sopra i 517 euro)
Dovrebbe andare bene sia il leasing che l’acquisto diretto.

Spese ammissibili
Sono ammissibili esclusivamente le seguenti voci di spesa, suddivise per tipologia di iniziativa:

A) Innovazione tecnologico-produttiva
A.1 acquisizione di impianti produttivi, macchinari ed attrezzature, di nuova fabbricazione,correlati all’introduzione di innovazioni di prodotto e/o di processo e/o di servizio. Non sono ammissibili i mezzi targati per il trasporto di merci e/o di persone;
A.2 acquisizione di brevetti, licenze, marchi, programmi informatici connessi al programma di innovazione;
A.3 consulenze strettamente connesse all’introduzione di innovazione di prodotto e/o di processo e/o di servizio, nel limite del 20% della somma delle voci di cui ai punti precedenti.

B) Innovazione organizzativa
B.1 spese di consulenza per check-up sulla struttura aziendale per rilevare la situazione presente in azienda per quanto concerne gli approvvigionamenti e la commercializzazione, il ciclo produttivo, le risorse umane e strumentali;
B. 2 spese di consulenza per l’elaborazione di nuovi modelli organizzativi (analisi della redditività, individuazione dei tempi morti di produzione, gestione passaggi, ottimizzazione scarti di produzione, ecc.);
B.3 spese di consulenza, realizzazione e/o acquisizione di sistemi di rilevazione automatica dei costi aziendali (sistemi di contabilità industriale, di controllo di gestione ecc.);
B.4 realizzazione o acquisizione di programmi per l’utilizzazione delle apparecchiature e dei sistemi;
B.5 acquisizione di brevetti e licenze funzionali all’innovazione organizzativa;
B.6 spese di consulenza ed investimenti connessi alla realizzazione di progetti di ottimizzazione della logistica;
B.7 spese per consulenza e certificazione etica-sociale SA 8000;
B.8 spese per consulenza, certificazione e adeguamento del sistema di qualità aziendale alla nuova normativa comunitaria in materia di certificazione di qualità nonché per il miglioramento della qualità ambientale per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro;

B.9 spese di consulenza per la predisposizione di piani per la realizzazione degli interventi diretti a garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro, ad esclusione degli adempimenti imposti dalla vigente normativa;
B.10 spese di consulenza per il supporto all’innovazione in campo ambientale ed energetico;
B.11 acquisizione di strumenti ed attrezzature connessi all’attuazione del piano di innovazione organizzativa.

C) Innovazione commerciale
C.1 progetti di apertura di nuovi canali commerciali per via telematica tramite l’acquisizione di un pacchetto completo di prodotti e servizi finalizzati;
C.2 spese di consulenza per supportare cambiamenti innovativi nell’area commerciale e per il presidio strategico del mercato;
C.3 spese connesse all’innovazione nella presentazione di prodotti e servizi aziendali quale innovazione di design e marketing;
C.4 acquisizione di strumenti ed attrezzature connessi all’attuazione del piano di innovazione commerciale;
C.5 costi sostenuti per la locazione, l’installazione e la gestione dello stand in occasione della prima partecipazione dell’impresa ad una determinata fiera o mostra.

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Modelli applicativi – Linee di indirizzo SGSL-AS

Con Determina del Presidente dell’Inail n. 273 del 20 luglio 2015, sono state approvate le Linee d’Indirizzo SGSL-AS (Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro nelle Aziende Sanitarie pubbliche della Regione Lazio) e si aggiunge quindi un ulteriore importante tassello in un settore, quale quello sanitario, ad elevata criticità in termini di infortuni e malattie professionali.

Il documento è stato realizzato attraverso il pieno coinvolgimento delle aziende sanitarie che hanno aderito attraverso uno specifico network fra i professionisti che vi operano, unitamente al gruppo di lavoro multidisciplinare partecipato da professionisti dell’Inail.

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