Ultime sentenze chiave Cassazione sul D.lgs 231/01

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  • 2) Sospensione della pena e 231
    L’istituto che permette di sospendere l’esecuzione della pena a condizione che entro 5 anni (per delitti) o 2 anni (per le contravvenzioni) il colpevole non commetta un nuovo reato della medesima indole, non è applicabile alle sanzioni inflitte agli enti in materia di responsabilità amministrativa ex D.lgs 231/2001 in quanto la natura della particolare responsabilità non consente l’utilizzo di istituti propri del diritto penale
    (Cassazione sent. 42503/2013)

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  • 2) Misure cautelari revocabili solo se il risarcimento del danno è effettivo
    Per evitare le sanzioni interdittive od ottenere la revoca di misure cautelari, l’ente coinvolto in un procedimento penale ai sensi del D.lgs 231 deve:
    _ risarcire il danno
    _ eliminare le conseguenze dannose o pericolose del reato
    _ adottare e attuare modelli di organizzazione, gestione e controllo e permette la confisca del profitto conseguito.
    Il danno è risarcito se viene consegnata alla persona offesa la somma di denaro a titolo di risarcimento, non bastando la mera comunicazione della costituzione di un fondo di accantonamento indisponibile previsto nel bilancio della società e certificato dal collegio sindacale
    (Cassazione sent. 326/2014)

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  • 3) Concordato preventivo e sequestro
    Il mantenimento del sequestro preventivo finalizzato alla confisca nei confronti di una società persiste anche nel caso in cui quella stessa società venga successivamente ammessa alla procedura del concordato preventivo. I creditori della società non rischiano di subire pregiudizi ai propri diritti, in quanto i loro interessi saranno tutelati dal curatore fallimentare durante il procedimento penale.
    (Cassazione sent.2501/2014)

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  • 4) Reati colposi
    Tra i reati presupposto di natura colposa previsti nel D.lgs 231 (art. 25-septies per omicidio colposo, lesioni colpose commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro e art. 25-undicies per reati ambientali) e il sistema di imputazione (interesse e vantaggio per l’ente) del decreto vi è piena compatibilità. Anche una condotta colposa può infatti essere posta nell’interesse dell’ente o comportare un vantaggio per lo stesso.
    (Cassazione sezioni riunite, sent. 38343/2014)

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Fonte: Il Sole 24 Ore 4/3/2015

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Integrare il modello 231 con i Compliance Programs

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Compliance Programs sono documenti scritti che contengono regole di condotta specifiche per chi agisce all’interno dell’Ente. Tali linee guida “comportamentali” riguardano i soggetti apicali dell’ente e i loro effetti devono essere estesi ai propri sub-alterni: in essi è necessario prevedere un efficace sistema di vigilanza. La redazione dei  Compliance Programs avviene successivamente alle fasi di  risk assessment e di  gap analysis, e porta alla definizione di vere e proprie procedure di dettaglio che devono essere parte integrante del sistema documentale 231, rendendo il modello efficace.

Ogni Compliance Program ha una propria dinamicità ed evoluzione, che viaggia parallela alle dinamiche di aggiornamento del modello 231. Tale dinamica deve interessare tutte le funzioni aziendali e deve essere periodicamente aggiornata.

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Quesito risolto – Quali sono gli obblighi di tutela sicurezza lavoro per uno stagista?

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Lo stagista, ai sensi dell’art. 2 comma 1 lettera a) del D.lgs. 81/08, è , a tutti gli effetti, un lavoratore, pertanto, il datore di lavoro deve
assicurargli la stessa tutela prevista per tutti i dipendenti.

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Download Documento – L’elaborazione del DUVRI – Valutazione dei rischi da interferenze

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L’elaborazione del DUVRI – Valutazione dei rischi da interferenze”, documento curato da Raffaele Sabatino INAIL (Dipartimento Processi Organizzativi, SPP Ricerca) con la collaborazione di Andrea Cordisco INAIL

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Quesito – Un dipendente con contratto di apprendistato può assumere l’incarico di RSPP?

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Sì, l’apprendista essendo equiparato al lavoratore può legittimamente svolgere il ruolo di RSPP purchè possegga i requisiti previsti dall’art. 32 D.lhs 81/08

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Quesito – e’ obbligatorio svolgere ogni anno il test antidroga e antialcool per tutti i dipendenti?

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Non tutti i lavoratori sono soggetti. I riferimenti normativi in materia di alcol sono
la Legge 125/01 e l’Accordo Stato Regioni del 16/3/2006.
In materia di sostanze psicotrope sono il DPR 309/90, l’Intesa del 30/10/2007 e
l’Accordo Stato Regioni del 18/9/2008.

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Quesito: la formazione dei preposti e del datore di lavoro rspp è da considerarsi sostitutiva di quella prevista per i lavoratori?

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La formazione dei preposti è aggiuntiva a quella prevista per i lavoratori. La formazione del Datore di lavoro è richiesta solo a chi svolge i compiti del SPP e non è formalmente sostitutiva.

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Quesito risolto:Nell’ambito della formazione ci si deve rivolgere obbligatoriamente agli organismi paritetici?

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Ai sensi dell’art. 37 comma 12 del D.lgs. 81/08 la formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti deve avvenire in collaborazione con gli organismi paritetici, ove presenti nel settore e nel territorio in cui si svolge l’attività del datore di lavoro. Le modalità di richiesta della collaborazione sono definite dagli Accordi Stato Regioni n. 221/CSR del 21/12/2012 e n. 153/CSR del 25/7/2012.

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Check list valutazione documentazione formazione

Scarica la check list per valutazione la documentazione della formazione.

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Come aggiornare i modelli 231 al reato Autoriciclaggio

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Il  1° gennaio 2015 è stato introdotto con la legge 186/2014 il nuovo reato di
autoriciclaggio che è stato inserito nei reati previsti dal Dlgs 231/2001 (art. 25 octies).
Pertanto,in qualsiasi caso di comportamenti e attività in cui si creano fraudevolmente dei fondi  impiegati in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative (es. evasione fiscale) l’ente è ritenuto responsabile, a meno che non abbia tramite il modello 231 applicato tutte le misure possibili per prevenire tale reato.

L’adeguamento dei modelli 231 è sostanziale in quanto tale reato può colpire anche comportamenti elusivi fiscali avvenuti negli precedenti all’entrata in vigore della norma.

Il primo step è quello di identificare le aree a rischio per la sua commissione a cui seguirà la valutazione del rischio.
Successivamente è necessario stilare procedure di controllo. Deve essere inoltre aggiornato il mansionario e il sistema di deleghe allo scopo di fornire un ombrello giuridico a tenuta di giudice.
Parallelamente occorre aggiornare il codice etico, il regolamento dell’organismo di vigilanza e svolgere la necessaria formazione ai dipendenti e collaboratori aziendali.

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