MyCurriculum è il nuovo servizio di divulgazione curriculum vitae dei professionisti in ambito sicurezza del lavoro, D.lgs 231/01, Haccp, Marcatura ce, Certificazione ISO 9001, ISO 14001, Ohsas 18001, ecc.
Il servizio assicura al professionista una vetrina promozionale dei propri servizi e una maggiore visibilità in Internet.
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Quesito risolto – E’ necessario che il RSPP, quando svolge la formazione in merito alla sicurezza di base ai lavoratori in fase di assunzione, si avvalga della collaborazione degli organismi paritetici?

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Il comma 12, dell’art. 37 del D.lgs. 81/08 stabilisce che «La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici, ove presenti nel settore e nel territorio in cui si svolge l’attività del datore di lavoro, durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori», e tale disposizione normativa include la formazione in fase di assunzione. Per quanto riguarda il contenuto della collaborazione la norma non approfondisce l’argomento, lasciando alle parti la libertà di definirlo.

Bibliografia – Info.sicuri Regione Piemonte

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Dal 1° febbraio in vigore la nuova CEI 11-27 (lavori su impianti elettrici)

il Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) ha pubblicato la nuova edizione (IV) della norma CEI 11-27 Lavori su impianti elettrici che sostituisce la precedente CEI 11-27 del 2005 e che entra in vigore dal 1° febbraio 2015.

La nuova edizione individua i quattro ruoli di responsabilità per la sicurezza nei lavori elettrici:

  • URI, unità responsabile dell’impianto elettrico;
  • RI, responsabile dell’impianto, designato alla conduzione dell’i.e;
  • URL, responsabile della realizzazione del lavoro;
  • PL, preposto alla conduzione del lavoro.

* L’allegato IX ( In relazione alla loro tensione nominale, i sistemi elettrici si dividono in:

Sistemi di Categoria 0 (zero), chiamati anche a bassissima tensione, quelli a tensione nominale minore o uguale a 50 V se a corrente alternata o a 120 V se in corrente continua (non ondulata).

Sistemi di Categoria I (prima), chiamati anche a bassa tensione, quelli a tensione nominale da oltre 50 fino a 1000 V se in corrente alternata o da oltre 120 V fino a 1500 V compreso se in corrente continua.

Sistemi di Categoria II (seconda),chiamati anche a media tensione quelli a tensione nominale oltre 1000 V se in corrente alternata od oltre 1500 V se in corrente continua, fino a 30 000 V compreso.

Sistemi di Categoria III (terza), chiamati anche ad alta tensione, quelli a tensione nominale maggiore di 30 000 V.

Tab. 1 Allegato IX – Distanze di sicurezza dalle parti attive di linee elettriche e di impianti elettrici non protette o non sufficientemente protette, da osservarsi, nell’esecuzione di lavori non elettrici, al netto degli ingombri derivanti dal tipo di lavoro, delle attrezzature utilizzate e dei materiali movimentati, nonché degli sbandamenti laterali dei conduttori dovuti all’azione del vento e degli abbassamenti di quota dovuti alle condizioni termiche.

Un (kV) D (m).
≤ 1 3 1
1 < Un ≤ 30 3,5
30 < Un ≤ 132 5
> 132 7

Info: sito CEI Comitato Elettronico Italiano

Fonte: Quotidianosicurezza.it

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Download – La prevenzione incendi nelle strutture alberghiere

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Le norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, per la fattispecie di prevenzione degli incendi. Oltre al testo della pubblicazione è allegata la normativa di riferimento.

LINK:

Testo della pubblicazione (PDF)
Allegati (23 documenti)

 

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Download documento Modelli 231 e interazioni con i modelli per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro

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Questa settimana vi segnaliamo questo interessante documento pubblicato su Diritto24.ilsole24ore.it dal titolo:

Modelli 231 e interazioni con i modelli per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro

Si tratta di una serie di interessanti articoli di approfondimento sui modelli 231 e i modelli SGSL.

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Come verificare la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro delle maestranze straniere?

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Questa problematica si presenta frequentemente nel caso di imprese straniere, affidatarie ed esecutrici di opere con personale in cantiere, ad esempio in caso di eventi e manifestazioni.

La soluzione può essere trovata in una delle seguenti modalità.

1) predisposizione di moduli di comparazione tra i programmi formativi delle attività formative specifiche svolte all’estero e gli standard italiani: PLASA Rigging Certificate – IRATA International – KINESIS Training VS Corso addetti a lavori temporanei in quota con impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi; IPAF Training o similari per conduzione attrezzature di lavoro VS Accordo Stato Regioni Attrezzature di Lavoro;
2)  preventiva richiesta da parte del Committente/RL alla produzione straniera di: autocertificazione sotto forma di ‘Affidavity’ circa l’avvenuta formazione generale in base agli standard Europei/Italiani; documentazione integrativa per attività che richiedono specifiche abilitazioni e formazioni in tema di sicurezza; elaborazione bilingue dei documenti di sicurezza del cantiere (PSC) e loro trasmissione alle maestranze straniere;
3) organizzazione da parte del CSE ed RL di attività formative ed informative integrative per carenze individuate (Safety Book; Materiale informativo per i lavoratori stranieri; Riunioni di accoglienza e informazione prima dell’inizio dei lavori).

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Risposta al quesito ‘Informazioni su validità corsi on line sulla sicurezza sui luoghi di lavoro’”

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Quesito posto alla Regione: l’interpellante si domanda “come la regione Toscana si è indirizzata relativamente alla validità dei corsi effettuati online (FAD) nel settore della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un attestato ottenuto tramite corso online ha validità ai fini legali sia che si tratti di datore di lavoro/RSPP, RLS o lavoratori? E relativamente agli addetti alle emergenze (antincendio e primo soccorso)”?
E per quanto riguarda gli aggiornamenti da effettuare con cadenza annuale o quinquennale, “sono accettati anche se effettuati mediante formazione a distanza”?

Nella risposta della Regione si riporta l’elenco dei processi formativi previsti per i vari soggetti in materia di sicurezza, elenco comprendente anche il riferimento normativo e l’indicazione della possibile “applicazione della formazione con modalità e-learning:
Formazione LAVORATORI – Accordo Stato Regioni n° 221 del 21/12/2011: modalità e-learning prevista per la formazione generale e l’aggiornamento (soltanto nell’ambito di progetti sperimentali approvati dalle Regioni può essere prevista anche la formazione specifica in modalità e-learning);
Formazione PREPOSTI – Accordo Stato Regioni n° 221 del 21/12/2011- modalità e-learning espressamente prevista solo con riferimento ad alcuni contenuti: punti da 1 a 5 del punto 5 dell’Accordo e per l’aggiornamento (soltanto nell’ambito di progetti sperimentali approvati dalle Regioni può essere prevista la formazione specifica dei preposti in modalità e-learning);
Formazione DIRIGENTI – Accordo Stato Regioni n° 221 del 21/12/2011- modalità e-learning prevista per tutto il processo di formazione e addestramento;
Formazione ABILITAZIONE USO ATTREZZATURE – Accordo Stato Regioni n° 53 del 22/2/2012- modalità e-learning prevista per i moduli giuridico e tecnico;
Formazione DATORE DI LAVORO – RSPP – Accordo Stato Regioni n° 223 del 21/12/2011: modalità e- learning prevista per i moduli 1 e 2 e per l’aggiornamento;
Formazione RLS – art. 37 commi 10 e 11 (D.Lgs. 81/2008, ndr): modalità e-learning non prevista;
Formazione ANTINCENDIO E PRONTO SOCCORSO – DM 10/3/1998 e DM 15/7/2003 n.388 – modalità e-learning non prevista;
– Formazione RSPP e ASPP – Accordo Stato Regione n° 2047 del 26/1/2006: modalità e-learning non prevista, ad eccezione dell’aggiornamento che può essere effettuato anche in FAD (formazione a distanza)”.

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Fonte: Puntosicuro.it

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Informazione e formazione elementi cardini del sistema D.lgs 231/01

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I Modelli Organizzativi 231, per essere ritenuti efficaci in sede di giudizio, oltre ad essere “aderenti” agli effettivi rischi aziendali, devono essere ‘conosciuti’ da tutti gli “attori”  interni ed esterni all’Azienda.

Questi devono essere a conoscenza dei principi etici del Modello e sapere come attuarlo. Solo così  potrà essere applicata quella condizione ‘esimente’ che risparmi all’Azienda le pesanti sanzioni previste nel caso in cui siano stati commessi reati ‘231’ a suo ‘interesse o vantaggio’.

Questa premessa identifica due aspetti molto spesso sottovalutati, e a volte totalmente ignorati, dello sviluppo (e della gestione nel tempo) dei Modelli Organizzativi: la formazione e l’informazione.

Se è vero che un Modello Organizzativo ha lo scopo di prevenire, tramite modalità operative e controlli, la commissione dei reati, è altrettanto vero che esso non può essere sviluppato e poi abbandonato e dimenticato in un cassetto.

Si accennava in precedenti articoli ad ‘attori interni ed esterni’: non va mai dimenticato infatti che un’Azienda può ricavare interesse o vantaggio da reati commessi sia da personale interno che da fornitori, partner, o comunque da soggetti esterni ‘contrattualizzati’ che operino in suo nome e per suo conto.

Risulta dunque chiaro come le attività di Formazione ed Informazione debbano rivolgersi sia all’interno che all’esterno del perimetro aziendale.

E’ necessario segnalare come le finalità ultime delle due attività siano di ‘proteggere’ l’Azienda, che pretende quindi un comportamento etico nella conduzione degli affari e delle attività da tutti i propri collaboratori non ammettendo la non conoscenza delle regole.

Il Codice Etico ed il Modello devono essere ‘formalmente’ accettati dai collaboratori, da cui la necessità di rendere obbligatoria la Formazione e di raccoglierne le evidenze (corsi svolti in aula e on-line, firme dei partecipanti, elenco degli assenti, etc.)

L’informazione, dal canto suo, deve essere costante e capillare, deve partire dalle prime fasi del progetto di realizzazione del Sistema di Compliance, seguirlo durante lo sviluppo e durante la normale vita aziendale. E’ una specifica responsabilità del Top Management mantenere informati tutti i collaboratori e i partner, spiegando i motivi per cui si sta operando, le caratteristiche del sistema di compliance, gli obblighi personali che ne derivano, e le sanzioni disciplinari conseguenti alla violazione.

E’ bene dunque che l’Azienda predisponga, anche in forma molto semplice, uno specifico piano di informazione e che ad esso si attenga con scrupolo. Verranno così evitate sorprese o inconvenienti futuri.

Anche per la Formazione occorre agire tramite una accurata pianificazione che preveda strumenti specifici per le diverse tipologie di collaboratori, ad esempio in aula per il personale più esposto ai rischi, on-line per gli altri.

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Nel caso di nuovi assunti un utile strumento da avere a disposizione è il cosiddetto ‘kit 231’, il cui scopo è rendere edotto un nuovo collaboratore di tutto ciò che concerne il Sistema di Compliance 231: cosa sono e dove reperire Codice Etico, Modello, Procedure, come contattare l’Organismo di Vigilanza, come seguire il corso on-line, eventuali corsi in aula organizzati ad hoc, etc.

In merito alla Formazione erogata, occorre sempre rendere esplicitamente noto ai partecipanti, anche tramite la sottoscrizione di una dichiarazione in merito, sia in aula che on line, che essa non è esaustiva, cioè che il collaboratore deve impegnarsi ad approfondire autonomamente i temi ‘231’ (ad esempio leggendo il testo completo del Modello e delle procedure che riguardano l’esecuzione del proprio lavoro, chiedere delucidazioni ai superiori o all’Organismo di Vigilanza, etc.)

Verso collaboratori e partner esterni si può procedere con Formazione specifica, in aula o on-line, per coloro che svolgono la propria opera all’interno dei siti aziendali (gestiti quindi come personale interno), mentre per coloro che operano al di fuori di essi ci si può limitare a rendere disponibile, eventualmente tramite una pagina internet dedicata, tutta la documentazione necessaria (Codice Etico, Modello, contatti per chiarimenti, etc.).

In questi ultimi casi assume una grande rilevanza l’inserimento nei contratti di specifiche clausole ‘231’ tramite le quali si richiede il rispetto dei principi e delle regole contenute nel Codice Etico e nel Modello, prospettando come conseguenze, in caso di non ottemperanza delle clausole, la risoluzione immediata del contratto e la richiesta di danni.

E’ chiaro che clausole di questo tenore possono essere sottoscritte solo a fronte di una adeguata conoscenza delle suddette regole, cosa che riporta all’importanza dell’Informazione.

Si è citato più volte in precedenza la parola ‘on-line’, e non a caso.

L’utilizzo di specifiche pagine internet e intranet può agevolare moltissimo l’opera di comunicazione che l’Azienda deve svolgere sui temi ‘231’.

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Tramite un sito intranet dedicato, infatti, è possibile rendere disponibile tutta la documentazione rilevante e le comunicazioni che nel tempo si susseguono, i principi etici aziendali, i dati per contattare l’Organismo di Vigilanza e i riferimenti aziendali sui temi della compliance, link utili per approfondire temi specifici.
Con un parallelo sito internet si possono rendere disponibili documenti a collaboratori esterni, partner, fornitori, anche qui principalmente il Modello (seppur con ‘omissis’) e Codice Etico, rendere esplicitamente note le regole di collaborazione e contrattuali, contatti verso l’Organismo di Vigilanza ed eventuali riferimenti interni.

Fonte: AffariItaliani

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Interpelli, quattro nuovi quesiti sulla sicurezza sul lavoro

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Si tratta dei quesiti numero 26,27,28 2014 e di una precisazione sull’interpello 20 del 6 ottobre 2014 (Leggi approfondimento: elezione Rls aziende più di 15 lavoratori).

31/12/2014 – n. 28/2014
destinatario: Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri
istanza: Applicazione dell’art. 39, comma 4, D.Lgs. n. 81/2008

31/12/2014 – n. 27/2014
destinatario: Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri
istanza: Conflitto di interessi delle AA.SS.LL nell’esplicare le attività di “sorveglianza sanitaria” assegnate al medico competente

31/12/2014 – n. 26/2014
destinatario: Federcoordinatori
istanza: Applicazione del decreto interministeriale 18 aprile 2014 cosiddetto “decreto capannoni”

Precisazioni dell’interpello n. 20/2014 del 06/10/2014
destinatario: Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro
istanza: Elezione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nelle imprese con più di 15 lavoratori

 

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Come automatizzare la gestione della formazione

Uno dei principali problemi per chi si occupa di formazione (sia a livello aziendale che consulenziale) è quello di automatizzare l’intero processo gestionale dei corsi di formazione, in particolare l’invio delle comunicazioni agli iscritti o ai vecchi contatti.

L’utilizzo di soluzioni fatte in case integrando MS Excel, MS Access  e Outlook risultano spesso limitate e non pienamente efficaci.

In molte realtà la gestione delle scadenze, ad esempio, viene realizzata con MS Excel e si incontrano spesso file con un numero eccessivo di fogli di lavoro che non sono integrati fra di loro, e peggio ancora non consentono l’invio automatizzato di un’email di reminder di inizio corso o di avviso di scadenza aggiornamento professionale.

Idem con MS Access, dove la gestione di tali processi è sicuramente più rapida ma limitata dalla difficoltà di creare e inviare email automatiche personalizzate.

A queste problematica, in Edirama, abbiamo dato una risposta progettando e realizzando il software Gestione formazione,

Gestione Formazione velocizza il lavoro di invio comunicazioni per email ai discenti e permette di gestire le scadenze degli aggiornamenti formativi periodici in maniera rapida e completa.

Gestione Formazione consente di:
_ registrare i corsi e i discenti
_ generare e inviare in automatico via email i messaggi di comunicazione inizio corso o di scadenza validità formazione (necessità di aggiornamento)
_ definire le statistiche di erogazione corsi per un intervallo di tempo definibile dall’utente
_ individuare per un intervallo di tempo definibile dall’utente le scadenze di aggiornamento per tipologia di corso e per singola azienda.

Dal seguente link puoi scaricare la guida e accedere al video demo

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