Attrezzature di lavoro, semplificate le verifiche

SOFTWARE GESTIONE SCADENZE

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I termini per eseguire la prima verifica periodica delle attrezzature di lavoro sono ridotti da 60 a 45 giorni. È una delle novità della Legge 98/2013 con la modifica dell’art.32 del c.1, lett. f) portata al decreto “Del fare”.

A questo proposito, il datore di lavoro:

ha diritto di ottenere la comunicazione, da parte degli Organismi pubblici preposti alla verifica periodica, relativa alla impossibilità di eseguire la verifica nei 15 giorni successivi alla richiesta;
può rivolgersi ad altri soggetti pubblici o privati abilitati alla verifica in caso che: a) la comunicazione sia negativa o; b) quando siano trascorsi 45 giorni dalla richiesta di verifica.

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Contributi per la consulenza aziende di Belluno


 

La Camera di Commercio di Belluno ha pubblicato un bando per finanziare l’acquisizione da parte delle Pmi di servizi di consulenza esterna in materia di innovazione e di gestione aziendale.

Le imprese richiedenti devono avere sede legale e/o unità locali produttive in Provincia di Belluno.

Viene finanziato il ricorso a servizi di consulenza per la realizzazione di:
  • progetti orientati all’identificazione di nuovi prodotti e/o mercati;
  • altre attività di innovazione e/o sviluppo tecnologico e/o riorganizzazione che portino allo snellimento nei processi aziendali.

Sono finanziabili le spese per consulenze, sostenute dopo la data di presentazione della domanda.

Le aziende selezionate beneficeranno di un contributo pari al 30% delle spese ammissibili purché siano comprese tra la soglia minima di 4.500 euro ed una massima pari a 10.000 euro.

La domanda dovrà essere consegnata entro il 3 ottobre 2013,  a mano all’ufficio protocollo dell’Ente camerale oppure mediante lettera raccomandata a/r al seguente indirizzo:
Camera di Commercio di Belluno
P.zza S. Stefano 15-17
32100 – Belluno

Fonte: CSQA

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Quesito risolto – Condominio, pulizie, obblighi sicurezza del lavoro

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Quesito
Nel nostro condominio le pulizie sono affidate a un condomino pensionato, retribuito con i “buoni lavoro”. Quali sono gli obblighi in ambito sicurezza del lavoro?

Risponde – Dr. Matteo Rapparini autore software e prodotti sito http://www.sicurezzapratica.ithttp://www.sicurezzapratica.com

Nel caso di cui all’oggetto, siamo di fronte a una tipologia di figura regolata dal D.lgs 81/08.
Questo decreto infatti nell’articolo 3 comma 8 ha ampliato i destinatari della normativa sicurezza del lavoro estendendola ai lavoratori che effettuano prestazioni occasionali di tipo accessorio (art.70 D.lgs 276/2003).
Solo nel caso di piccoli lavori domestici a carattere straordinario (es. assistenza domicialiare a bambini, anziani, malati e disabili) non si applicano le previsioni del D.lgs 81/08.Nel caso di cui all’oggetto, invece siamo di fronte a una tipica situazione in cui:
_ il condominio (amministratore) diventa datore di lavoro
_ diventa obbligatorio predisporre il DVR
_ occorre nominare l’RSPP, addetto primo soccorso, addetto piano di emergenza (in questo caso tali figure possono essere riunita in un’unica)
_ occorre fare iscrivere il condomino impegnato nelle pulizie ai corsi di formazione e informazione previsti dalla legge.

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DL 93 del 14/8/13 – Come aggiornare i modelli 231

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Kit aggiornamento modello 231 
reati frode informatica, trattamento illecito dei dati, 
inosservanza provvedimenti garante, uso indebito carte di credito, 
falsità nelle dichiarazioni e notificazioni al garante

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L’entrata in vigore del DL 93 del 14/8/13 ha comportato l’introduzione di nuovi reati presupposto previsti dal D.lgs 231/01:
_ frode informatica con sostituzione d’identità digitale
_ indebito utilizzo, falsificazione, alterazione di carte di credito o di pagamento
_ illeciti penali in tema di trattamento dei dati personali (trattamento illecito di dati, falsità nelle dichiarazioni e notificazioni al Garante, ecc.)

Cosa devono fare in pratica le aziende e i consulenti per aggiornare i modelli 231?

1) Parte speciale del modello
La parte speciale, nella sezione dedicata all’art. 24 bis (Reati relativi alla frode informatica e trattamenti illecito dei dati) deve essere aggiornata aggiungendo i nuovi reati con la descrizione, le misure di prevenzione, i settori aziendali/attività dove i nuovi comportamenti illeciti possono verificarsi.

2) A sostegno di quanto aggiunto nella parte speciale del modello, occorre allegare procedure specifiche (ognuna per ogni reato) che definiscano responsabilità, comportamenti, ecc da adottare per evitare/impedire tali reati

3) Adottare specifiche check list di valutazione per individuare elementi critici nell’organizzazione

4) Definire i flussi informativi tra i responsabili individuati e l’ODV, e i controlli che l’ODV deve effettuare

Vediamo le indicazioni per i singoli reati:
_ frode informatica con sostituzione d’identità digitale
Il modello 231 dovrebbe già prevedere protocolli di prevenzione specifici propri della frode informatica
indebito utilizzo, falsificazione, alterazione di carte di credito o di pagamento
In questo caso occorre definire una nuova procedura, effettuare l’analisi dei rischi per i settori/attività interessati, definire ruoli e responsabilità, adottare una check list di valutazione rischi
illeciti penali in tema di trattamento dei dati personali (trattamento illecito di dati sensibili, falsità nelle dichiarazioni e notificazioni al Garante, ecc.)
In questo caso oltre alle indicazioni soprariportate è consigliabile adottare (se abbandonato in seguito al Decreto Monti) il Documento Programmatico della Sicurezza (DPS) e nominare un Privacy Officer (referente privacy aziendale) per consentire l’esercizio del controllo e delle verifiche interne in nome e per conto del Titolare nei confronti di manager e dipendenti

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Quesito risolto – Nuova attività, valutazione dei rischi e datore di lavoro senza attestato RSPP

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Ho aperto un’attività e devo assumere tre operai. Non possiedo l’attestato di RSPP datore di lavoro. Come devo comportarmi in relazione anche al DVR?

Risponde Dr. Matteo Rapparini – autore software Edirama sicurezza del lavoro – http://www.sicurezzapratica.ithttp://software.edirama.org

Innazitutto per quanto concerne la posizione di RSPP datore di lavoro, l’Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011 prevede che il percorso formativo debba essere concluso entro e non oltre i 90 giorni dalla data di inizio della propria attività.
Inoltre sempre entro i 90 giorni il datore di lavoro deve redigere il DVR (nel Suo caso può optare anche per il modello standardizzato), però deve effettuare immediatamente la valutazione dei rischi.

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Veneto finanziamenti per la sicurezza lavoro

La Regione Veneto promuove un bando per l’attribuzione di contributi da assegnare ad interventi finalizzati all’adozione o al miglioramento dei propri sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro.

Possono presentare domanda di partecipazione le aziende private o pubbliche:

  • ubicate su tutto il territorio nazionale;
  • iscritte alla Camera di Commercio;
  • che abbiano almeno un’unità produttiva attiva nel territorio regionale; :
  • in regola con gli obblighi contributivi ai fini DURC;

Il bando finanzia linee di interventiche nello specificodevono prevedere almeno la realizzazione di:

  • politica aziendale sulla salute e sicurezza sul lavoro;
  • organigramma delle funzioni coinvolte nella gestione della sicurezza;
  • adozione o miglioramento delle procedure:
    • C.1 gestione di infortuni/incidenti/comportamenti pericolosi;
    • C.2 gestione della manutenzione;
    • C.3 gestione dei DPI;
    • C.4 gestione di informazione/formazione/addestramento;
    • C.5 Gestione Appalti;
    • C.6 Sorveglianza sanitaria;
  • piano/programma di verifica (piano di monitoraggio/audit interno) delle attività di mantenimento e miglioramento delle procedure C1 – C2 – C3 – C4 – C5 – C6 adottate o migliorate;
  • verbale della prima verifica ispettiva interna (verbale di monitoraggio/audit interno) attestante le attività svolte e gli obiettivi raggiunti;
  • verbale di riesame.

Il bando finanzia le seguenti categorie di spesa:

  • spese per attività realizzate con personale interno;
  • spese per acquisto di beni e/o servizi sostenuti direttamente dall’azienda;
  • spese per attività di consulenza e/o docenza esterna.

Le imprese selezionate beneficeranno di un contributo per ciascun intervento aziendale è pari al totale delle spese sostenute per:

  • massimo di € 4.000,00 per le aziende fino a 50 addetti;
  • massimo di € 7.500,00 per le aziende con più di 50 addetti.

Nella domanda di partecipazione deve esserespecificato il riferimento al modello organizzativo che si intende adottare o migliorare
La domanda di partecipazione deve essere presentata telematicamente a partire dal 2 settembre 2013 ed entro il 19 ottobre 2013.

Fonte: CSQA

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Guida sicurezza lavoro aziende manutenzione del verde

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Manutenzione Verde – ASL Monza-Brianza – “Principali problematiche di Sicurezza e Igiene del lavoro osservate e aspetti di Prevenzione da Migliorare nelle Aziende della Manutenzione del Verde

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DURC: Recapito esclusivamente via PEC

Dal 2 settembre 2013 il DURC, sia per le pubbliche amministrazioni che per le imprese, sarà recapitato esclusivamente via PEC agli indirizzi che gli utenti dovranno obbligatoriamente indicare nella richiesta.

Leggi le istruzioni operative sul sito dell’Inail

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Bando in Abruzzo per il progetto formazione sicurezza del lavoro

Il bando della  finanzia interventi di formazione ai sensi degli artt. 36 e 37comma 1 e 3 del D. Lgs. 81/08, validati dagli Organismi di cui al comma 12 dell’art. 37. Per l’attuazione degli interventi sono disponibili risorse complessive pari a 1.000.000 di euro di cui 250.000 euro riservati ai settori a più alto rischio delle costruzioni e dell’agricoltura.

Vai alla pagina Regione Abruzzo

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I reati privacy entrano nel D.lgs 231/01

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I reati privacy entrano nel paniere dei reati presupposto previsti dal D.lgs 231/01.

A prevederlo è l’articolo 9 del Dl 14/8/2013, n. 93 (qui il testo  su NormAttiva) contenente disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere.
Ma se l’introduzione dei reati di frode informatica e di contraffazione di carte di credito non comporta per le aziende importanti conseguenze sotto il profilo operativo, i delitti in materia di privacy risultano di grande impatto, soprattutto per la configurazione della responsabilità per l’illecito trattamento dei dati, violazione potenzialmente in grado di interessare l’intera platea delle società commerciali.
A evidenziare questa circostanza è la Corte di Cassazione , con la recente relazione III/01/2013 del 22/8/2013 (qui in pdf, 104 K, 11 pp.) che ha fornito una prima interpretazione sulle novità apportate dal citato Dl 93/2013.

Cosa devono fare le aziende
Le aziende che hanno già adottato Modelli Organizzativi ai sensi del D.lgs. 231/01 dovranno aggiornarli al nuovo reato presupposto attraverso l’effettuazione di un Audit specifico 231/Privacy che evidenzi eventuali aree di criticità sulle quali operare al fine di evitare comportamenti che possano portare a commettere reati Privacy.

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Le nuove norme

L’articolo 9 ha innanzitutto introdotto una nuova aggravante ad effetto speciale del delitto di frode informatica (640–ter del codice penale) nel caso in cui il fatto venga commesso con sostituzione dell’identità digitale in danno di uno o più soggetti.
La pena prevista è la reclusione da due a sei anni di reclusione e da 600 a 3.000 euro di multa. Scopo normativo, secondo la relazione della Cassazione, è l’ampliamento della tutela dell’identità digitale per aumentare la fiducia dei cittadini nell’utilizzazione dei servizi online e porre un argine al fenomeno delle frodi realizzate mediante il furto di identità.
La medesima norma ha poi inserito detto reato di frode informatica, aggravato dalla sostituzione dell’identità digitale, l’indebito utilizzo, falsificazione, alterazione e ricettazione di carte di credito o di pagamento (articolo 55 comma 9 del Dlgs 231/2007), nonché i delitti (ma non le contravvenzioni) in materia di violazione della privacy previsti dal Dlgs 196/2003 – e cioè le fattispecie di trattamento illecito dei dati, di falsità nelle dichiarazioni notificazioni al Garante e di inosservanza dei provvedimenti del Garante – nel catalogo dei reati che fanno scattare la responsabilità degli enti a norma del Dlgs 231/2001.

Le conseguenze pratiche

Tutte le imprese che hanno già adottato modelli organizzativi a norma del Dlgs 231/2001 per prevenire le sanzioni in caso di commissione dei reati che comportano appunto la responsabilità dell’ente (reati fonte) ovvero quelle che, in futuro, intendono predisporre tali modelli, dovranno ora prevedere anche le misure organizzative e di prevenzione per questi nuovi delitti.
Come segnala la Cassazione, se gli aggiornamenti in materia di frode informatica e contraffazione di carte di credito non paiono destinati ad assumere particolare rilevanza in sede applicativa, la previsione dei delitti in tema di privacy risulta invece di grande impatto, soprattutto per la configurazione della responsabilità da reato per l’illecito trattamento dei dati. Si tratta di violazioni potenzialmente in grado di interessare l’intera platea delle società commerciali e delle associazioni private soggette alle disposizioni del Dlgs 231/2001.
In assenza di tali modelli preventivi, ovvero se erano stati predisposti in modo inadeguato, qualora i vertici dell’impresa dovessero commettere uno dei delitti previsti in materia di privacy, la società sarà soggetta ad una sanzione da 100 a 500 quote. Non proprio una multa da divieto di sosta, considerato che una quota singola può variare da un minimo di 258 fino a un massimo di 1.549 euro.

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In sintesi

Frode informatica: il Dl 93/13 sul “Femminicidio” si occupa in realtà anche di frodi informatiche, prevedendo nuove ipotesi aggravate del reato già punito dall’articolo 640–ter del codice penale
A rischio le aziende: l’aspetto più dirompente delle nuove norme sulla privacy riguarda le aziende, che rispondono per responsabilità degli enti (Dlgs 231/2001) se non adottano misure per prevenire i reati dei dipendenti
Identità digitale: in particolare ora si rischiano da due e fino a sei anni di carcere se il reato informatico è commesso mediante la sostituzione di persona, cioè utilizzando dati anagrafici di soggetti inconsapevoli
Modelli organizzativi: come per le altre decine di “reati– fonte” previsti dal Dlgs 231/2001, le imprese per non incorrere in sanzioni gravi (da 25.800 a 774.500 euro) dovranno predisporre protocolli interni anti–abusi

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